Friday, March 05, 2010
posted by ghettoculturale at 11:28 AM

Ghettoculturale ha sempre adorato quei programmi idioti di MTV in cui i ricconi di Hollywood concedono uno sguardo all'interno delle loro faraoniche abitazioni. Li ha sempre trovati così spocchiosamente autocelebrativi e fini a se stessi da averne fatto un vero e proprio MUST di intrattenimento per il suo tempo libero.
Oggi vogliamo condividere con voi questo filmato, che racchiude in sé il raggiungimento della massima vetta del lusso e dell'autocelebrazione che contraddistingue i programmi di cui sopra.
La magione in question è quella di Candy Spelling, vedova del produttore più influente di Hollywood. La donna alla quale il mondo deve l'esistenza di Tori Spelling, insomma.
Candy ha sviluppato nel corso degli anni una vera e propria ossessione per il décor e l'arredo. Praticamente non ha fatto altro che arredare le case in cui ha vissuto, per tutta la vita. Ha preso così a cuore questo suo compito esistenziale da avere piano piano espanso la casa di famiglia fino a renderla LA CASA PIÙ GRANDE DI HOLLYWOOD. 50Mila piedi quadrati di casa, per intenderci. 50 mila. Sono praticamente 15 km quadrati.
15 km sono più o meno la distanza tra Milano e Bollate, per intenderci. Non osiamo nemmeno immaginare quanto Candy possa pagare di ICI. Cosa se ne fa una signora sola di una casa così grande? Bhè, ovviamente la riempie di stanze inutili nelle quali svolgere le attività più insulse. Per esempio Candy ha una stanza ad hoc per confezionare pacchetti regalo. Perché come dichiara alle telecamere di Yahoo, "Certa gente fa palestra, io per rilassarmi impacchetto regali. Ho ben 3 stanze adibite a questa attività." Ma che razza di hobby è? Sembra uno di quei passatempi da comunità psichiatrica, tipo l'intreccio dei cestini. Diciamo che è un hobby che dona all'immagine di Candy quella certa allure di depressione da menopausa che in fondo non guasta.
Allure che si fa via via meno sfocata quando Candy ci mostra la sua stanza per il taglio dei fiori. O la sua "China Room", dove tiene tutta la sua sconfinata collezione di porcellane cinesi.
E come non inorridire di fronte ai vasi ricolmi di gelatine alla frutta di colore intonato a quello delle stanze?
C'è un che di subdolamente maniacale e osceno, in tutto ciò: qualcosa che ci fa inorridire ma dal quale allo stesso tempo non riusciamo a distogliere lo sguardo.
La frase di Candy che suggella tutto ciò nell'intervista che potete leggere qui è quasi terrificante nel proprio sottotesto: "Invecchiando, ci piace dire che ci sentiamo a nostro agio nella nostra pelle. Con le nostre case è lo stesso. Il segreto è essere a proprio agio nel proprio spazio".
Cara Candy, magari siamo un po' prevenuti, ma abbiamo come l'impressione che forse tu nella tua pelle non ti ci senta molto a tuo agio...
Forse l'unica stanza che manca alla tua casa è la Panic Room.