Tuesday, January 26, 2010
posted by ghettoculturale at 10:05 PM

Ghettoculturale ne sentiva parlare da mesi. Poi finalmente si è deciso, e ha ceduto alla visione di quello che è già diventato il suo reality show di riferimento della stagione (se non della vita).
Stiamo parlando di Jersey Shore, l'ultima preziosa perla di intrattenimento di cattivo gusto partorita dalla solerzia autoriale di MTV. Purtroppo questo capolavoro non è ancora visibile sugli schermi italiani, anche se dovrebbe esserlo, visto che il concept alla sua base è legato a doppio filo all'eredità ancestral-culturale del nostro paese. Sì perché "Jersey Shore" è un reality show ambientato in una famosa località di villeggiatura del New Jersey abitata e frequentata praticamente solo da americani con sangue italiano nelle vene.
Ma andiamo con ordine, altrimenti rischieremmo davvero di non riuscire a dire tutto ciò che vogliamo dire.
Innanzitutto per comprendere a fondo un fenomeno come Jersey Shore bisogna imparare un termine ben preciso, che ne rappresenta un po' l'essenza più pura. Il termine "Guido". Che per noi può essere al massimo un nome proprio, anche un po' desueto forse.
Ebbene, oltreoceano "Guido" è un termine slang molto usato sulla East Coast Settentrionale degli USA che indica gli italo-americani di estrazione sociale medio-bassa.
Come potete leggere anche qui.
Un termine non necessariamente lusinghiero, come avrete capito.
Fondamentalmente Jersey Shore è uno show dove 8 giovani italo-americani passano un'estate convivendo in una casa per le vacanze in una località balneare, fingendo di lavorare e soprattutto scatenando gli uni sugli altri tutte le frustrazioni sessuali che hanno accumulato nella loro esistenza fino a quel momento.
Il cast è qualcosa di antropologicamente illuminante. 8 individui confronto ai quali il salotto di Uomini e Donne potrebbe tranquillamente sembrare un simposio internazionale sulle nuove frontiere dell'ingegneria del suono.
Altro che Berlusconi: qui sì che ci sono degli ottimi motivi per vergognarsi di essere italiani.
Ma andiamo con ordine, partiamo dagli uomini.

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Il primo in alto a sinistra è Mike, meglio noto come "The Situation". Un soprannome che si è dato da solo
riferendosi all'ipertrofia dei suoi muscoli addominali.
Talmente notevoli da costituire "una situazione".
Non servono altre parole descriverlo, secondo noi.
Il secondo da sinistra, quello che sembra il fratello (più) sfigato
di Peter Andre si chiama PaulyD,
e nella vita coltiva un sogno: fare il DJ. Oltre a questa fondamentale
mission esistenziale, PaulyD ha altri preziosissimi skills senza i quali
il mondo rischierebbe di finire da un momento all'altro.
Uno di questi skills è l'abilità nel costruire una specie di cestino
per il pranzo con i suoi stessi capelli, metterselo
in testa e andarci in giro per tutto il giorno.
Guardate voi stessi qui.
PaulyD è un maestro delle tricological virtuosities, a modo suo,
e per questo merita spazio su questo blog.

Il terzo da sinistra si chiama Ronnie, e avrebbe tantissime cose da dire se solo le sue capacità
espressive andassero oltre i grugniti.
L'ultimo a destra è Vinnie. Che già parte svantaggiato rispetto agli altri in quanto è l'unico a non essere palestrato. In merito alla metà maschile del cast, ci sentiamo solo di dire una cosa:
se una volta esisteva il cosiddetto "maschio latino", oggi è stato sostituito da un ammasso di
tessuti tenuti insieme dagli anabolizzanti, con l'ossessione per l'abbronzatura e le
sopracciglia che farebbero invidia a RuPaul. E questa è l'unica conclusione alla quale ci
sentiamo di giungere.

Ma veniamo piuttosto alle cose importanti, ossia alla metà femminile del cast.
La zora con la maglia celeste e le bboccedefòra sulla sinistra si chiama Jenni,
ma si fa chiamare da tutti "Jwoww" per la sua capacità di far morire per asfissia autoerotica qualunque uomo a una distanza di circa 15 metri con un solo rapidissimo movimento di tette.
Jwoww è una tosta, che si è sdraiata più o meno ogni essere vivente viviparo di tutta la costa orientale da Portland a Tampa.
Una figura che finirebbe dritta dritta nell'Olimpo delle Icone di Ghettoculturale, se non fosse in gara con un'altra protagonista di cui parleremo tra poco.
La seconda strappona si chiama Sammi, ma si presenta con il soprannome "Sweetheart", e la tagline "The Sweetest Bitch You've Ever Met". Abbastanza per risultare assolutamente insulsa, ma
sappiamo tutti che in ogni cast deve sempre esserci l'elemento inutile.
Saltiamo per un secondo alla fine della fila dove troviamo invece Angelina, un'altra figura che potrebbe tranquillamente concorrere al titolo di inutile, se non si fosse presentata la prima puntata sprovvista di valigie, ma con tutti i suoi vestiti buttati alla rinfusa dentro a 3 sacchetti della spazzatura: il suo bagaglio. Angelina viene eliminata al terzo episodio, quindi decidete voi se definirla "inutile" o semplicemente "poraccia".
Veniamo piuttosto a LEI, al nuovo mito di Ghettoculturale: NICOLE POLIZZI detta SNOOKIE.
Quella specie di MiniMe truccata e vestita come la brava attrice comica Anna Maria Barbera, meglio nota come Sconsolata.
Lei, quel batuffolo di tenerezza che vi squadra dalla terza posizione da sinistra della prima fila, con quella posa, quel ciuffo un po' misterioso e quella cotonatura tattica per strappare qualche centimetro a Madre Natura e piazzarlo sulla sua figura diversamente verticalizzata.
Snookie è un IDOLO, un ciclone di iperattività sessuale, alcoolica e di auto esposizione, la più laida e la più naive di tutte le laide naive del mondo.
Snookie è diventata una celebrità negli Stati Uniti, e di sicuro la vedremo protagonista di almeno un altro centinaio di reality show nel giro dei prossimi due anni.
Snookie è esteticamente improbabile, stilisticamente discutibile, capace di sfoggiare mise a metà tra la zoccolona più spinta e la signora di mezza età un tempo piacente, ma non c'è verso di farla stare zitta. La sua stella splende come non mai, e il suo bagliore va ben oltre la East Coast, anzi noi siamo sicuri che stia per conquistare tutto il mondo, è solo questione di tempo.
Poi probabilmente tenterà di farsi strada nel mondo della musica, spenderà miliardi di dollari in chirurgia estetica e finirà per darsi al merchandising più triste in qualche corner di WalMart.
Ma non pensiamoci ora. Godiamoci il suo momento di gloria, e soprattutto ascoltiamo le sue parole direttamente dalla sua boccuccia mentre intervistata al Wendy Williams Show cerca di spiegare alla nazione cosa veramente si intenda ai giorni nostri con il termine "Guido".


Dite quello che volete, ma Jersey Shore è l'evoluzione più interessante del genere
televisivo preferito di Ghettoculturale.
La squadra di autori di Jersey Shore ha capito perfettamente la mossa
da compiere.
Puntare sulle realtà etnico-sociologiche circoscritte, in modo da poter continuare
a produrre marciumemediatico spacciandolo però per osservazione antropologica.
Ovviamente le associazioni di italo americani sono insorte in massa contro questo
show, che dipinge scenari decisamente poco edificanti per le loro comunità.
Non che l'immagine dell'Italia all'estero goda di particolare lustro, nonostante il nostro Capo
del Governo ci tenga tanto a sostenere il contrario, ma se questa è l'immagine
dell'italianità che uno spettatore non italo-americano si può fare...
forse è ora di esportare Uomini e Donne anche oltreoceano.
Al grido di GUIDO POWER!

(Sappiamo che alcuni di voi non vedono l'ora, e quindi ve lo diciamo: TUTTI gli
episodi di Jersey Shore sono visibili qui.)
 
2 Comments:


At January 27, 2010 7:02 PM, Anonymous D.P.

Ti aspettavo al varco, anche se non ero sicuro ti saresti lasciato permeare dalla solarità della Polizzi, perchè pensavo che fossi solo brit-trashy-icon-oriented!...

 

At January 28, 2010 12:23 PM, Blogger ghettoculturale

Che bello poter sempre contare su di te... : )