Ghettoculturale ha ascoltato la preview di "Hard Candy" di Madonna, come la maggior parte dei tenutari di blog che strizzino almeno un tantino l'occhio a tutto ciò che di un po' GLBT c'è nel mondo. E stiamo usando un eufemismo.
L'ascolto ci ha lasciato leggermente interdetti, e anche in questo caso stiamo usando un placido eufemismo.
Ci limiteremo a dire che la signora sta davvero affrontando la menopausa nel modo meno dignitoso possibile.
Ma andiamo con ordine:
Candy Shop è praticamente una campionatura unica di "Like I love you" di Justin Timberlake, con il falsetto adenoidale di una donna al posto di quello maschile dell'originale. Ma vabbhé, è il primo pezzo che ascoltiamo e la SciuraMadòna deve ancora riscaldarsi.
4 minutes comincia a piacerci solo ora, per questo non la riascoltiamo onde evitare di cambiare idea.
Give it 2 me: Primo momento estatico.
Mc Hammer incontra Dr Alban e ne esce un capolavoro da domenica allo Space-New Parco delle Rose. Le perdoniamo la ciofeca precedente e i nostri anfibi al polpaccio si dimenano sotto la scrivania come ai tempi di "My Heart beats like a Drum" degli ATC.
L'intro di
Heartbeat ci regala un brivido, ma dopo i primi 10 secondi si rivela per quello che è: uno scarto dell'ultimo album di Nelly Furtado. Ce la immaginiamo, la nostra chanteuse Indo-porto-Canadese, mentre dall'alto del suo metro e mezzo getta le cuffie al suolo e urla dritto in faccia a Timbaland "Questa merda fagliela cantare a quella vecchia ciabatta, non a me!".
Apprezzabili ma pietosi i suoi tentativi di andare oltre la mezza ottava di estensione vocale. Ma ancora non ha capito che non le serve cantare bene per vendere?
Miles Away: fastidiosa come una candidosi, con quei coretti a volume troppo alto e quell'effetto Royksopp.
She's not me ci rimane particolarmente ostica. Sarà il groove un po' funky, ma ci ricorda un po' troppe cose messe insieme.
Incredible: Momento-Kylie. E bastano queste parole per dirci che ci piace. I nostri anfibi continuano a dimenarsi.
The beat goes on. Prima domanda: ma ha riesumato Babyface per i coretti, o pare a noi?
Se quella prima era il momento-Kylie, questa è decisamente il momento-Dannii.
E considerato che da 20 anni le sorelle Minogue campano di imitazioni di Madonna, fin qui tutto bene.
Certo, se un giorno Madonna rendesse omaggio anche alle sorelle Iezzi, Ghettoculturale potrebbe morire all'istante di morte felice.
Dance 2nite. Questa è davvero orchitifera. E lei sembra proprio svogliata. Svo-glia-ta.
Spanish Lesson. C'è da chiedersi se la "lesson" la vuole dare a noi o se il titolo significhi qualcosa d'altro. A noi sembra semplicemente un super
mashuppone di roba già ascoltata. Notevole il fatto che abbia rispolverato la vocina di "Like a Virgin".
Devil wouldn't recognize you: che confusione!
Un po' momento riflessivo (ed era ora, alla 11esima traccia!) ma anche colonna sonora da titolo di coda. Secondo noi questo è il classico "pezzo che non centra nulla", un po' come "Like it or not", "Easy Ride" e almeno una per tutti gli altri album. Insomma, è la traccia messa lì per fare numero.
Voices. Qui non è solo svogliata, è proprio scoglionata. Della serie che non c'aveva proprio voglia. E c'è da capirla, considerata
la bruttezza della canzone. Che rientra perfettamente negli schemi, perchè oltre al pezzo che fa numero, in ogni album di Madonna c'è sempre anche il pezzo inascoltabile.
Tipo "I love New York" o "Nobody Knows Me". O l'indimenticabile "Shanti-Ashtangi".
O ancora "Don't Stop" in Bedtime Stories.
Okay, anche questa volta Madonna ha fatto l'album, anche questa volta sarà un successo , anche questa volta non è cambiato nulla.
Arrivederci e grazie.