Thursday, December 11, 2008
posted by ghettoculturale at 11:22 PM


Stanca dell'anonimato?
Prea di essere una signora nessuno?
Vorresti anche tu essere oggetto di emulazione per milioni di casalinghe sull'orlo dell'overdose da Lexotan e per una manciata di gay con problemi irrisolti con le proprie madri?
Amica, oggi non è il tuo giorno fortunato: è molto di più.
Oggi la tua riscossa esistenziale sta per avere finalmente luogo.
Il nostro fashion editor, pur nel marasma di impegni e scadenze lavorative da cui è notoriamente afflitto, sta per rivelarti il segreto del successo.
Tieniti forte.
Perché qui non si parla di strappone d'importazione, nossignore.
Si parla di GNOCCA NOSTRANA SOFISTICATA: Raffaella Bergé, la diva ingiustamente esclusa dal cast della qualitatevolissima fiction "Centovetrine".
Sei pronta per imboccare la strada dello splendore al grido di "Autarchia unica via"?
Let's go.

- Come tutti sanno, in Italia non serve per forza avere talento, per diventare un'attrice.
Prendi Monica Bellucci: riusciresti mai ad immaginarla declamare un testo di Beckett, struccata, con un dolcevita nero e i capelli raccolti?
Pensi abbia mai fatto del training fisico sul corpo, o che abbia mai studiato a memoria una misera riga di un copione? Ecco, appunto.
Allora se proprio non riesci a correggere la tua dizione e continui a dire "maja" invece che "maglia" e ti ostini a raddoppiare la "s" in "sedia", non disperare.
Rifatti semplicemente le tette, no?
Una terza misura tendente alla quarta. Per essere precisi, deve essere una terza che strizza l'occhio alla quarta. Chiaro?
Hai visto come è facile? Non ti senti già un po' in "Actors' Studio kind of mood"?
Vedrai che ai provini, quegli antipatici dei responsabili casting cominceranno a pensarci due volte, prima di dirti "Le faremo sapere".

- Sei finalmente dotata. Non è una dote naturale, ma proprio per questo vale doppio.
Le tette ce le hai, ora bisogna fare qualcosa per renderti più espressiva, perchè comunque non è con il décolleté che si recita. Almeno, diciamo che non è con il décolleté che si FINGE di recitare.
Ti ci vuole il viso giusto.
E se proprio non ce l'hai, punta almeno sull'hair styling.
Prenota una seduta intensiva di restyling presso il tuo salone in franchising Aldo Coppola di fiducia.
Accomodati sulla poltrona per il lavaggio e lasciati massaggiare la cute per almeno 8 ore con lo shampoo più costoso che trovi sull'espositore del negozio.
Successivamente passa al balsamo. Dosaggio: come se non ci fosse domani.
7 ore di applicazione potrebbero bastare.
Se a fine procedura hai ancora dei capelli in testa, significa che sei destinata ad essere una diva.
Durante l'asciugatura, portati avanti con gli esercizi di dizione. Ripeti in stile mantra le seguenti filastrocche.
"La rana di spagna gracida in campagna", "Avevo una zucca da far scarafazzucchettare, andai dal maestro scarafazzucchettatore di zucche, il maestro scarafazzucchettatore di zucche non c'era, allora presi i ferri e me la scarafazzucchettai da me. Meglio del maestro scarafazzucchettatore di zucche."
E per finire, " Sereno è, seren sarà, se non sarà seren si rasserenerà".
Finito? Quel ruttino che ti è appena uscito dalla bocca era l'abbacchio di nonna oppure ciò che resta di tutte le parole che ti sei mangiata?
Risposta numero due? Mannaggia, se perseveri nell'essere una zappa!
Vabbhè, 'sti capelli li abbiamo asciugati bene, almeno?
Passiamo alla tinta.
Nella puntata precedente di questa rubrica abbiamo parlato dell'henné O.O.P. segno distintivo di un'altra celebrity amata da Ghettoculturale. Non diremo il nome perché è già abbastanza sovraesposta.
Bhè, non per ripeterci, ma ti serve ancora un po' di quell'henné.
10 ore di applicazione potrebbero essere sufficienti.
Non ti diciamo di ripetere gli esercizi di dizione nel frattempo, perché sei davvero irrecuperabile.
Anzi, "irrecuperaBBile", come diresti tu.
Ora che la tua chioma sembra essere appena uscita da un incontro ravvicinato con un T.I.R. carico di argilla durante un monsone tropicale, sei pronta per dare ai tuoi capelli il tocco Bergé.
Passa al rilavaggio.
Sì sì, hai capito benissimo.
Devi far scaricare la tinta praticamente del tutto.
15 ore di shampoo sono quello che ti ci vuole.
Ovviamente poi ci vuole il balsamo, non vorrai mica venire meno al comandamento numero uno delle rosce tinte, ossia "Pump up the volume or rather DIE."?
10 ore. Dosaggio: come sopra.
Fatto?
Nell'attesa sai cosa dovresti fare, ma ormai non te lo diciamo nemmeno più.
Accipicchia, sono passati 3 giorni e non sei mai uscita dal salone del parrucchiere.
Le inservienti ti guardano con espressione coriacea. Meglio tagliare la corda.
Mentre fuggi inseguita da un plotone di shampiste inferocite butta un occhio alla tua immagine nelle vetrine: hai visto che volume, che nuance naturale, insomma, hai visto che BONAZZA?
Esatto. Perché tu vali.

-Ti mancano gli accessori. Servono degli orribili gioielli Salvini, possibilmente della collezione "Libellula e Farfalla". Oppure quei mostruosi ciondoli da ragazzina viziata dei quartieri alti, quelli con i cuori diamantati, sempre della stessa marca.
Fatto? Sì, lo sappiamo, sono inguardabili. Ma che ci vuoi fare, i trovarobe di Mediaset sono marchettari nell'animo.


- Okay, hai le tette, gli accessori e hai capelli.
Potresti già essere un'attrice di discreto successo. Ma hai ancora un'arma a tua disposizione: no, sciocchina, non è quella. Parliamo di due cose, in verità, spesso non sufficientemente considerate, nel crudele mondo dello showbusiness. Le sopracciglia. Sì, proprio così.
Come ben sai, lo stato di grazia perenne che caratterizza la talentuosa Raffella Bergé è tutto dovuto alla mimica delle sue sopracciglia e dei suoi capelli, anche perchè quando apre bocca le si legge in faccia "AHO, SO' POPO N'ATTRISCE CH'II CONTROCOJONI E VVENGO DA TOR DE QUINTO, AAAAAAAABBBELLO!".
Esercitati davanti allo specchio seguendo questo rapido schemino. E' facile e divertente.
Ad ogni suggerimento corrisponde un codice interpretativo che dovrai imitare e ripetere fino alla nausea in modo da imprimerlo per sempre nelle tue sinapsi.
Sei pronta? Cominciamo.

1)
Ti hanno appena comunicato che l'imprenditore che hai sposato si strombazza una vile merciaia, peraltro anche lei schiava dell'henné.
SOLUZIONE INTERPRETATIVA: strabuzzi leggermente gli occhi e incurvi mediamente le sopracciglia. Fai tremare lievemente il labbro. Scuoti violentemente la testa e fai dimenare i capelli nell'aria.

2)
Sei incinta ma devi fuggire in Belize perché hai quasi ucciso tuo marito fedifrago.
SOLUZIONE INTERPRETATIVA: Scuoti la testa con maggiore violenza. Incurvi un solo sopracciglio, con l'altro occhio cattura il primo bruscolino e fingi di piangere.

3)
La tua rivale in affari di sempre è in realtà tua sorella. Tu non vuoi crederci.
SOLUZIONE INTERPRETATIVA: Scuoti la testa fino a slogarti il collo, lanciati in virtuosismi di movimento tricologico mai visti prima sul piccolo schermo.
Strabuzza gli occhi. Sopracciglia inarcate al massimo, puoi anche mostrare i denti in una smorfia di stizza.

4)
Sei stata tradita dal tuo nuovo amore, che ti ha venduto alla polizia dopo una folle notte di sesso in un faro abbandonato sull'isola di Lampedusa. In tutto ciò hai anche rischiato di morire avvelenata da una serpe che passava da quelle parti.
SOLUZIONE INTERPRETATIVA:
Scuotimento UNIVERSALE TOTALE GLOBALE di testa, capelli, gioielli Salvini e connotati facciali. Possibilmente mentre corri sul bagnasciuga avvolta solo da un pareo dell'Oviesse.

5)
Sei tornata in possesso del tuo patrimonio.
SOLUZIONE INTERPRETATIVA: Limitati all'inarcatura sopraccigliare. Giocherella con il tuo orrendo ciondolo Salvini.

6)
Una pazza invasata ha rapito tuo figlio e minaccia di farne una julienne se non denunci il tuo uomo alla polizia.
SOLUZIONE INTERPETATIVA: Strabuzzamento parziale di sopracciglia, movimento di capelli nell'aria nei limiti del colpo di frusta, incartapecorimento garbato della faccia. Alla fine è solo un ragazzino, e quei truccatori gli hanno persino messo una parrucca.

Con queste regole basilari sei praticamente pronta per considerare l'opportunità di improvvisare, con moderazione e sempre attenendoti a questi codici interpretativi.
Stanislawski ti fa una pippa, cocca.
Però non strafare, e soprattutto NON ESAGERARE CON LE PAROLE NELLE SCENE CLOU.
Quella dizione pecoreccia non si può sentire.


- Ora sei un'attrice.
O almeno, così ti definiscono su TV Sorrisi e Canzoni. Dì la verità, quasi ti senti davvero un po' artista. Incredibile cosa possono fare un paio di tette e il taglio giusto di capelli.
Ora che sei uscita dal cast della fiction meglio sceneggiata di tutta la storia della televisione generalista, puoi tranquillamente ritirarti a vita privata, magari inventandoti una scusa improbabile, proprio come ha fatto la nostra amata Raffaella.
Dì a tutti che sei buddhista e che la finzione alla quale sei costretta sul set è in conflitto con la tua religione.
Nessuno ci crederà e tutti sapranno che in verità hai semplicemente deciso di farti mantenere da un imprenditore del mattone e vuoi crescere i tuoi figli nella ridente località di Sabaudia.
Ma l'importante è presevare le apparenze, no?
In fondo non sei mai stata un'attrice eppure hai campato per anni dicendo di esserlo.
Puoi arrivare dove vuoi, baby.
Non per forza, eh!
Il tuo contributo di intensità al mondo della fiction all'italiana lo hai dato.
E nessuno lo dimenticherà mai.

Labels:

 
4 Comments:


At December 12, 2008 10:08 AM, Blogger Zitellaccia Acida

ma io ti adoro!!!

senti, ghetto, mi offro come 'editor per la semplificazione dei concetti', perché, quando pubblicherai un libro tratto da questi post (eccome se lo pubblicherai, il mercato è fertile), i tuoi consigli dovranno essere chiari e diretti, come li direbbe la sciampista della porta accanto.

un esempio: 'Ad ogni suggerimento corrisponde un codice interpretativo che dovrai imitare e ripetere fino alla nausea in modo da imprimerlo per sempre nelle tue sinapsi.'... codice interpretativo??? ma soprattutto, sinapsi??? ma ghetto, gli scienziati si stanno ancora interrogando se le starlette abbiano o no le sinapsi... così me le confondi! porelle, non sono mica dei neurochirurghi!

il concetto si semplifica così: 'non discutere e fai come ti dico, ne avrai enormi benefici'.


p.s.: in quale scuola di recitazione ti hanno torturato con lo scioglilingua delle zucche...?

 

At December 12, 2008 10:38 AM, Blogger ghettoculturale

@ Zit:
Tesoro, grazie per i complimenti. Mi riempiono di gioia dal punto di vista artistico (ebbene sì, mi considero anche io un artista, un po' come Patrizia Pellegrino) e anche da quello umano.
Anzi, mi riempiono di gaudio SOPRATTUTTO dal punto di vista umano, dato che di complimenti da parte di uomini intelligenti non ne ricevo da un po' troppo tempo.
Per quanto concerne la questione della semplificazione dei concetti ci hai preso in pieno.
La sintesi non è un dono che mi contraddistingue, nonostante mi ritrovi (almeno teoricamente) a doverne fare uso a causa del mio lavoro.
Sarà per quello che non guadagno una ceppa?
Bho.
In any case, per il servizio di editing ci sto.
Con i miei sproloqui e le tue semplificazioni forse potremmo davvero conquistare il mondo.
Ma che dico forse?
Di sicuro.

 

At December 12, 2008 2:08 PM, Blogger StefiConLaY

Ragazzi, difficoltà di comprensione permettendo, in questo momento le mie sinapsi fanno la ola... In questo giorno di personale abbattimento morale, il MIO ghetto è riuscito a strapparmi più di una risata. Grazie per qst rubrica!

Venero te e la tua incapacità di sintesi

PS: Scrivilo qst libro: ho contatti con lo pseudo vip giusto che può sciverti la prefazione!

 

At December 18, 2008 11:19 AM, Blogger Zitellaccia Acida

che la conquista del mondo abbia inizio!

ma 'uomo intelligente' non è un ossimoro? ;) e poi che io sia un 'uomo intelligente' è tutto da dimostrare... non foss'altro perché sono bionda ;)









p.s.: scherzo, sono castana, ma mi piaceva la battuta. ok, sono ufficialmente zitellaccia pazza.