Monday, September 08, 2008
posted by ghettoculturale at 12:01 PM

Ghettoculturale non ci ha voluto credere fino all’ultimo, convinto che prima o poi un qualunque flagello divino si sarebbe abbattuto su di lui. Non solo stava per assistere al concerto di Madonna, ma ci stava pure entrando con un pass, saltando qualsivoglia fila e soprattutto sotto le mentite spoglie di un addetto ai lavori. Proprio lui, che in una sola giornata di lavoro interinale da Castorama nel 2003 era quasi riuscito a cadere da uno scaffale in un magazzino a cielo aperto e si era ritrovato con una scheggia di legno infilata in un occhio.
Figuriamoci sotto quale pressione adrenalinica si è trovato quando finalmente ha rivisto la luce dopo una lunga peregrinazione nei sotterranei dello Stadio Olimpico e ha potuto levarsi la maglietta di servizio sotto la quale si celava la famosa canottierina con i draghetti e le stelline!
Al primo impatto con tutta quella folla vociante sugli spalti sopra di lui si è sentito un po’ spiazzato. Sì perché il concerto più importante al quale aveva assistito prima di quel momento era stato quello degli Smashing Pumpkins all’ex PalaVobis di Milano, nel 2000. Come dire “Paolo Mengoli al circolo della bocciofila di San Ruffillo”, insomma.
Ma più impressionante della moltitudine è stata di sicuro la visione delle due gigantesche “M” di strass che troneggiavano ai lati del palco: mai visti degli strass di quella portata.



Inutile dire che la commistione “culto della personalità Brezneviano+ immaginario discotecaro+ mercato rionale” lo ha lasciato letteralmente a bocca aperta per cinque minuti buoni.
Non bastava tutta questa stimolazione emozionale. La sua amica Santa Subito, la stessa che gli aveva permesso di entrare allo stadio senza spendere nemmeno un centesimo, si è spinta ben oltre.
Dopo un veloce scambio di battute con membri non meglio precisati dello staff organizzativo ha fatto palesare sotto forma di braccialetto cartaceo rosa Stabilo-Boss un ulteriore pass per accedere alla zona calda, quella dove si consuma il vero delirio: il sottopalco.
Per illustrare la portata della questione nella scala di valori esistenziali del sottoscritto, mi limito a ricordare che circa due anni fa Ghettoculturale ha passato molti mesi a vantarsi con chiunque conoscesse di avere assistito ad un memorabile concerto della Rettore in un borgo sperduto delle basse Marche e di avere ballato tutte le sue canzoni a poco più di un metro di distanza dall’artista.
Non aggiungo altro.
Quindi, abbandonata la zona fredda, Ghettoculturale si è spinto nella suddetta zona calda, arrivando a circa una decina di metri dal palco. Oltre non poteva arrivare, vi assicuro. E anche se fosse stato possibile non si sarebbe arrischiato, per il timore di venire fulminato da Dio (leggi “Madonna stessa”) per essere arrivato fin lì senza, ripeto, avere pagato un biglietto.
Da questo momento in poi, Ghettoculturale ha ricordi sfocati. Sarà stata l’inquietante presenza accanto a lui di un ragazzino identico al nano che interpretava Willow nell’omonino film fantasy degli anni Ottanta, con un cappello da cowboy e una mimica facciale raccapricciante. Sarà stato il bombardamento ottico dell’impianto luci, o quello sonoro dell’impianto acustico, sarà stato il fatto che alla fin fine ‘sto concerto non sia durato più di un’ora e mezzo, ma al momento è difficile rimettere in fila i ricordi.
Andiamo con ordine.
Ghettoculturale era convinto che la SciuraMadòna sarebbe spuntata da sotto il palco, o si sarebbe calata da un elicottero, o che sarebbe semplicemente comparsa in modalità epifanica sopra la folla, come si confà ad una creatura del Cielo o degli Inferi. Non si aspettava certo che scendesse a piedi dall’unica porzione di spalti vuoti e che addirittura agitasse un braccio verso le 60mila persone urlanti e protese verso di lei come per dire “Ciao rigà, sto qua, mo’ arivo, ‘mazza quanti siete.”
Il buio lo ha colto di sorpresa, e per fortuna è durato poco.
Il gigantesco cubo sul palco ha cominciato a produrre immagini che volevano suggerire il percorso tortuoso di una pallina da flipper. O almeno, questo è ciò che crede di avere visto Ghettoculturale, stordito dalle urla di giubilo della folla e di se medesimo.
Poi è comparsa lei, su un trono il cui schienale consisteva, tanto per cambiare, di una grossa M.
Ghettoculturale, nel pieno del delirio mistico, si è ritrovato a cantare e ballare “Candy Shop”, canzone che fino a quel momento aveva reputato incantabile e imballabile.
E a seguire, tutte le altre canzoni (escluse alcune che purtroppo non è ancora riuscito a scaricare da E-mule e che quindi non conosce ancora perfettamente a memoria).
Seguono impressioni sparse.



Madonna è apparsa, manco a dirlo, in splendida forma. A tratti forse un po’ troppo somigliante a David Lee Roth nelle movenze e nella capigliatura e ad un culturista di Trezzano sul Naviglio nel tono muscolare, ma comunque in ottima forma.
I suoi Santi Glutei hanno ormai raggiunto la latitudine delle sue scapole a furia di allenarsi, tanto che i minuscoli pantaloncini da tennis anni Ottanta che ha sfoggiato in ogni tinta per tutto lo show svolazzavano vuoti e leggeri ad ogni suo movimento. Per contro, le scapole erano decisamente sode e tondeggianti.
La Signora si è dimenata come una menade per tutta la durata dello show, su e giù, su e giù, e prendi la corda, e salta la corda, e arrampicati sulla scenografia, e salta giù dal cubo, e librati in volo, e fai questo, e fai quest’altro, e quanto sono tonica, e Jill Cooper mi fa un baffo, e sono comunque una figa.
La scaletta è stata ricca di momenti di misticismo artistico: menzione speciale per quella pippa insostenibile di “You must love me” in versione “Joni Mitchell” con tanto di lacrimuccia finale (un incauto moscerino romano andato ad incenerirsi nel bulbo oculare dell’Idolo, che morte epica!).
Altro attimo di grande spessore è stata di sicuro la versione gitana de “La Isla Bonita” e la presenza sul palco dei cugini dei Gipsy King.
Il meglio si sé, però, la SciuraMadòna lo ha elargito nei momenti di virtuosismo in cui imbracciava la chitarra. A tratti la menava per l’aere manco fosse Slash, a tratti la teneva in grembo come un neonato. In entrambe le situazioni, comunque, era chiaro che sapeva fare al massimo un accordo e mezzo.
Le coreografie davano l’impressione di assistere alla recita di fine anno di una scuola di musical frequentata da quindicenni, con lei nella parte della ragazzina più giovane, promettente e zoccoletta.
C’era effettivamente qualcosa di inquietante e beffardo in quel suo dimenarsi
Come se in fondo stesse dicendo a tutti “ Tiè, cinquantenni ce sarete voi, stronzi!”, e come se lo stesse dicendo proprio così, nella più sbracata e sincera maniera possibile.



Comunque, per tirare le somme: luci perfette, suono perfetto, coreografie trascinanti, ballerini uno più bello dell’altro.
Ci stava alla perfezione anche la seconda pippa della serata, “l’inedito” sermone su tutti i problemi del mondo riassunti in un videoclip, con lei che ripete sempre le solite cose tipo “Esprimi le tue opinioni, non c’è rimasto molto tempo, i ¾ della popolazione mondiale stanno a morì de fame e io te lo faccio presente appena prima di andare a rinchiudermi nella mia suite presidenziale ed essermi fatta su nell’arco di due ore un altro milione di dollari per comprarmi un altro bambino del Malawi, posto delizioso, il Malawi tra l’altro, ‘na natura incontaminata, certo un caldo, non so se ci vivrei, poracci. Eddaje, facce ‘sto pensierino sui problemi del mondo, fatemi fare il mio lavoro, ché la prossima è Give it 2 me e ci scateniamo tutti quanti.” E la faccia di Obama nell’ultimo frame.
Completamente fuori luogo rispetto a tutto il resto dello show, ma cosa le vuoi dire?
In fondo è proprio questo che spinge la gente ad andare a vederla e osannarla: l’incarnazione dei contrasti, il dire tutto e niente, divertimento e (finto) impegno, puro intrattenimento mainstream, e fatela lavorare ‘sta pora donna.

Ma in fondo chissenefrega, vogliamo davvero credere che a mezza persona presente in quello stadio importasse qualcosa di quel predicozzo?
In fondo eravamo tutti lì per avere la conferma che Lei fosse ancora identica a se stessa pure in questa sua ennesima Reinvention. E così è stato.
Certo, nessuno mi leva dalla testa che la sua faccia abbia qualcosa di più mostruoso rispetto a due anni fa.
Le dimensioni dei suoi bulbi oculari hanno raggiunto livelli innaturali, gli zigomi sembrano due gotte e le orecchie sembrano gridare “Ti prego non riesco più a sopportare tutta questa trazione!”
E soprattutto una cosa non riesco a comprendere: i suoi capelli. Sembrano quelli della bambola di Bette Davis in “Che fine ha fatto Baby Jane?”

Pezzo della vita: “She’s not me”, davvero memorabile.
Pezzo che poteva evitare di mettere in scaletta: “Ray of Light”.
Al suo posto ci avrei visto bene il suo capolavoro trascurato di sempre: “Burning Up”.

Credo di non avere altro da aggiungere, perché a pensarci bene non mi sento abbastanza obiettivo nell’espressione dei miei giudizi. Forse se avessi pagato il biglietto e fatto la coda per ore e assistito a tutto ciò dall’ultima fila degli spalti sarei stato molto meno generoso.
Io ho vissuto il concerto come una specie di esperienza mistica, quindi non ci vedo nulla di strano nel fatto che quasi non abbia nemmeno salutato il pubblico.
Non vedo nulla di strano nemmeno nell’abuso del playback, in fondo stiamo sempre parlando di Madonna e non credo ci si possa aspettare molto di più.
Quello che è certo è che la vecchia sa decisamente il fatto suo e non ha la benché minima intenzione di mollare la presa.
Comunque, Ghettoculturale ha già segnato sulla sua lavagnetta esistenziale l’evento come cosa che era da fare ed è stata fatta.
Adesso, per raggiungere il Nirvana, mancano all’appello solo il concerto delle Sugababes e una stretta di mano a Pete Burns.

Concludiamo il post con una domanda:
In questa foto di scarsa qualità, chi vi ricorda la SciuraMadòna?(Fate uno sforzo!)



a) Jonbenet Ramsey
b) Sirio l'astrologa
c) Francesca Dellera o Isabella Orsini (quella della nuova fiction con Gabriel Garko, "Il sangue e la rosa") tanto sono la stessa persona.
d) La contessa Pinina di Garavaglia
e) Il Mago G della Galbusera.
 
10 Comments:


At September 08, 2008 2:45 PM, Blogger Giò

Io direi il Mago G della Galbusera..o no?

 

At September 08, 2008 2:46 PM, Blogger Niky Rocks

Troppo clemente sei stato: accidenti.
Nell'ultima foto sembra un bel mischione fra la gocci e la carrà, mentre in quella coi pantaloncini sembra una vecchia bambola che cerca di sembrare un'ispanica sexy alla Jlo. Insomma com'è sta Sciura da vicino vicino?

 

At September 08, 2008 2:55 PM, Blogger StefiConLaY

Io dico B, Sirio l'astrologa: anche se, per menare Solange, non c'è bisogno di bicipiti scolpiti..

 

At September 08, 2008 3:12 PM, Anonymous pier

ghetto stavolta te sei superato.
e ti seguo da parecchio, eh!
ma stavolta ho riso come un deficiente dall'inizio alla fine. quando hai citato baby jane volevo quasi piangere.
mai recensione di un concerto di madonna mi è sembrata fatta meglio (tiè, 'na bella leccata).
e comunque in quella foto, ma comunque con quel parruccone e con annesso costume è identica a OLYMPIA di Xena la principessa guerriera. dimme che non è vero.
go on chico.-

 

At September 08, 2008 3:54 PM, Blogger larvotto

Isabella biagini?
:)

 

At September 08, 2008 7:57 PM, Anonymous Deception Point

Dio, Larvotto, se sei retrò! ;)

Allora, come ti ho appena detto, emetterò qui il mio oracolo:

CAAAAAAZZOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!

Volevo esserci anch'io!! Quand'è che me capita più de vedè n'artro concerto de sta qua?! Ormai è troppo una kabuki mask!

Ho amato questo tuo scritto, che più che una recensione, m'è sembrata una sorta di agiografia, piena di pathos!

Grazie, grazie de' core!
R

 

At September 09, 2008 12:00 AM, Anonymous Coquy

A me sembra Cher.
Che strano, vero?

 

At September 09, 2008 4:40 AM, Blogger popslut

Ok, al prossimo insieme.
Anche perché non posso perderne due di seguito, che mi ritirano la tessera.

 

At September 10, 2008 7:51 PM, Blogger ghettoculturale

@ Giò, NIky Rocks, Stefy, Larvotto e Coquy: io dico la Contessa Pinina di Garavaglia.

@ Pier: sono onorato da cotanta ammirazione.
Tu quindi ne convieni, è un parruccone?

@Deception: La prossima bazza spero siano due pass per la réunion delle Atomic Kitten, però solo se canta Kerry.

@Popslut: Non credo di poter aspettare due anni per il prossimo tour di Nonna, urge trovare un'altra star che abbia in programma una tourné in Italia entro l'anno prossimo, così poi ci facciamo un bel post a 4 mani.

 

At September 11, 2008 6:04 PM, Blogger Antonio

Ovviamente anche io come Larvotto avevo pensato alla Sora Biagini. Siamo anziane di una certa età, noi.

Ed ovviamente secondo me Ray of Light è uno dei pezzi realmente IMMENSI del repertorio della X-Ciccone (della quale penso che, intero Ray of Light e singoli di Confessions a parte, ci si possa anche dimenticare che ha continuato a fare dischi dopo il 1988).

Allo scorso tour, però, la massacrò in una specie di versione heavy metal: non so stavolta come l'abbia ridotta. E comunque anche allo scorso tour fingeva di essere Jimi Hendrix mentre in sottofondo passavano suoni a casaccio prodotti dai figli che giocano a Guitar Hero sulla Playstation.

(povere creature, dovranno anche far qualcosa mentre la mamma si guadagna la pagnotta per permettere a Marialourdes di deforestarsi le sopracciglia, no?).