Thursday, November 29, 2007
posted by ghettoculturale at 10:04 AM

LaToya si è vestita con parti degli abiti delle scorse settimane tenuti insieme da un pezzo di centrino del divano di casa di Malgioglio, opportunamente tinto di Rosso Valentino.
In studio, si è ammarata Maria Giovanna Maglie.
Ma soprattutto, è presente l’ologramma di Alda D’Eusanio, in forma a dir poco smagliante.
Cosa dire di fronte al turgore delle sue labbra, alla nuance perlata del suo incarnato, al parrucchino rubato a Paolo Limiti e alla camicia da notte in lamé che si è buttata addosso?
Rendiamo grazia a LaToya per averla invitata in studio. Quasi riesco a perdonarla di non aver inserito Terry Schiavo nel cast.
Collegamento con la finta Isola dei Famosi alle porte di Milano, con la Villa, Miriana e il figlio idiota dei Pooh.
Alda parte subito con un discorso edificante, palesando il fatto che ben tre giornalisti del Tg2 degli anni Novanta (lei, Cecchi Paone e la Maglie) siano finiti ad elemosinare ospitate nel postribolo mediatico di LaToya; in verità si tratta di una sorta di captatio benevolentiae per introdurre la questione della solitudine di Manuela Villa. Il tutto, appena LaToya aveva chiesto per favore di spendere un paio di parole anche su Miriana, che non era stata minimamente calcolata nell’intervento della Maglie.
Posso confessare che il riassuntino per immagini trasmesso per introdurre la partenza dei naufraghi dall’Isola mi ha commosso? Ebbene, lo confesso. C’è un pateticissimo cultore delle emozioni semplici, dentro di me.
Arrivano Elsa Lancaster e Canonico all’eliporto dei vips (così definito da LaToya).
Lancaster è stata finalmente truccata prima della diretta, e gli ermellini che dimoravano sul suo labbro superiore sono un po’ meno appariscenti rispetto alle altre settimane.
Entra in studio il personaggio che più di tutti avrei voluto vedere squoiato da uno stormo di gabbiani mannari: Claudio il muratore, che a me sembra tanto Paolo Mengoli, quel cantante bolognese che nel 2005 partecipò ad un altro reality indimenticabile, “Ritorno al Presente”.
In tutta la sua falsità, Malgioglio gli fa pure i complimenti e suggerisce anche un certo interesse di carattere sessuale nei suoi confronti.
Durante il suo intervento, Alda tira fuori nuovamente la storia della lotta di classe che tanto piace a LaToya.
Ogni discorso apparentemente sensato viene smorzato dall’ingresso in studio di quattro zore inferocite che lo assaltano manco fosse l’ultimo pezzo di pecorino rimasto nel banco del lattaio al mercato rionale. Dalla cucina, dove mi sto preparando la cena, sento degli strilli che mi fanno sperare si tratti del famoso stormo di gabbiani mannari, migrati fino qui per fare giustizia, ma sono solo le sue sorelle. Tutte identiche a lui, tutte more tranne una, evidentemente la più cattiva di tutte.
Il momento di ricongiungimento famigliare con moglie e figli è perfetto: musica trionfal-patetica, lacrime a go-go e buoni sentimenti. Qualcuno mi può spiegare perché la figlia di Claudio sia l’unica a parlare con un forte accento toscano? Grazie
Risultato del televoto: Miriana se ne va e, come direbbe Malgioglio, “Mi ddisbiage berghè a guesto bundo dovrebbero vingere entrambe”.
Ma non c’è tempo per dispiacersi, in quanto fa il suo ingresso in studio un nuovo naufrago, un nuovo concorrente che non si era mai visto prima in dieci settimane di reality. Dicono sia figlio di Jean Paul Belmondo, e che si chiami come lui.
In ogni caso, boiate a parte, bisogna riconoscere che i truccatori della Rai sanno davvero fare i miracoli. Il mucchietto d’ossa che si intravedeva ogni tanto tra le palme, stasera sembra quasi un uomo di presenza apprezzabile. Certo, poi apre bocca e ammorba l’uditorio con discorsi che davvero non stanno né in cielo né in terra, né tantomeno in un sussidiario delle elementari per bambini con difficoltà di apprendimento, ma questa è un’altra storia.
Ci vorrebbe la Alberti con una delle sue definizioni da manuale, ma non so arrivare a tali livelli di virtuosismi lessicali, quindi mi limito a dire che la sua intervista è stata emozionante quanto la sua presenza sull’isola. Intensa come un monologo di Strindberg declamato da Manuela Arcuri alternata ad Anna Falchi. Altro momento di ricongiungimento famigliare, ad alto tasso emotivo esattamente come la permanenza di Paul sull’Isola. Altra domanda sugli accenti: come mai la moglie di Paul parla in romanesco stretto e i figli non sanno assolutamente articolare una parola di senso compiuto? Grazie.
Il siparietto sulle scarse abitudini igieniche di Canonico è davvero entusiasmante. Lui, povero figliolo, è talmente semplice da non cogliere nemmeno l’affronto, e se la ride bellamente.
La prova per l’immunità prevede di stare in apnea all’interno di una vasca non più grande di un bidet. Personalmente, commento dicendo che voglio la terza edizione de La Talpa, lì almeno le prove erano completamente campate in aria, non squallide come questa.
La Villa ha una capacità polmonare pari a quella di un capodoglio, e straccia Lancaster e Canonico nella prova di resistenza sott’acqua.
Entra in studio Miriana. Dall’abbraccio con la sua famiglia si evince che la sua nascita sia stata una sorta di incidente genetico. Non si spiega altrimenti il fatto che sia l’unica donna, tra i suoi parenti, a non essere un mostro di bruttezza.
Miriana sostiene che la sua personalità debba uscire quando esercita la sua professione: la domanda è: quale? Purtroppo non viene fatta alcuna domanda ad Alda in merito al contributo dato da Miriana al programma. Di sicuro sarebbe riuscita a intessere una lode mista ad un po’ di compianto, tema da sempre a lei molto caro.
A sorpresa, il televoto decreta la fine dell’avventura per Nicola Canonico, che come al solito non riesce ad esprimere le sue emozioni se non con uno di quei suoi sorrisi ebeti, che sono in verità solo uno stratagemma del suo essere un attore nato.
Persino la Maglie, in studio, si commuove. Si scopre poi che le si è incastrato in gola uno dei suoi anelli di plastica, addentato in un momento di nervosismo, e che sta solo facendo un po’ di sforzo per deglutire.
Viene finalmente lanciato il televoto finale, quello che sancisce la fine di questa tristissima edizione del reality più ritrito di tutti i palinsesti italiani. Che di sicuro sarebbe stato molto più avvincente se fosse stata inserita nel cast Terry Schiavo, questo lasciatemelo dire almeno un’altra volta.
La scena della prova del supermercato è qualcosa di agghiacciante. Tralasciando l’aspetto più politically uncorrect (ovvero il fatto che due italiani saccheggino il supermercato di un paese in via di sviluppo), il fatto che tutti i presenti sorridano placidamente di fronte a Canonico che urla come un’aquila femmina e a quel trufello della Villa che rotola accanto a lui, è davvero di una tristezza infinita.
LaToya definisce tutto ciò come una “bellissima prova”. Contenta lei.
Entra in studio Canonico, che libera la scimmia urlatrice che è in lui. Per due minuti buoni, tutto ciò che esce dalla sua bocca e da quella dei suoi parenti sono più che altro versi gutturali.
Fa quasi tenerezza vedere la sua faccia, in quei rari momenti in cui cerca di fare un discorso, contorcersi nel tentativo di ricordare le parole che la maestra di Italiano tentava di fargli entrare in testa nei lunghissimi pomeriggi del doposcuola, tanti anni orsono.
In studio c’è anche Raffaello Balzo, e giustamente LaToya ci tiene a ricordare chi sia, dato che anche lui è alla sua prima apparizione televisiva ad un anno dalla sua partecipazione al reality, esattamente come Luca Calvani.
Finalmente entrano in studio le due finaliste. La madre della Lancaster sta per avere un attacco di cuore, ma viene fortunatamente oscurata dall’ingresso in studio della Villa in tutta la sua femminilità da manovale.
Tra i momenti più duri dell’isola, Lancaster cita le giornate di maltempo, ma non fa menzione del suo problema di irsutismo, inspiegabilmente.
Rimango sconcertato dal numero di interventi che vengono concessi alla Maglie, mentre alla povera Alda non viene praticamente mai data la parola, e sinceramente sono un po’ indignato.
Lancaster sostiene di non essersi mai voluta mettere in mostra perché è parte del suo carattere stare nelle retrovie. Non per cavalcare l’onda del ricordo del suo passato da attrice scollacciata, ma il suo primo film con Tinto Brass è effettivamente ancora vivo nella memoria della maggior parte degli italiani di sesso maschile della mia età, e come episodio in cui si è messa in mostra, è già abbastanza. In quel film, lo ricordo per dovere di cronaca, pronunciava la battuta “Oggi la do gratis, perché la vita è lunga e la mona è tanta”. O qualcosa di simile.
Parte il filmato apologetico sulla storia di Manuela Villa sull’isola. Bellissimo il sottofondo di “Nobody’s Wife” di Anouk Ci sarebbe stato bene un altro duetto in kroma-key, col padre, con il testo rivisitato in “Nobody’s Daughter”.
LaToya intanto è in visibilio, non le sembra vero di essere arrivata anche quest’anno al momento in cui può dichiarare ancora una volta “Questa è l’ultima edizione che conduco”.
Anche nel caso della Villa, viene interrogata per prima la Maglie. Alda si è appisolata sulla sedia nell’immobilità dei lineamenti del suo viso, che rimane comunque sempre perfettamente perlaceo.
Quando le viene finalmente data la parola, indovinate quale argomento tira fuori? Esatto, proprio il dolore, ma lo fa in chiave innovativa, elogiando non il padre di Manuela, bensì la madre.
Manuela si incazza come una biscia, e ha persino il coraggio di dire che lei non ha mai tirato in ballo il padre sull’isola. Peccato che lo abbia fatto più o meno dal primo giorno in cui è entrata in uno studio televisivo di un’emittente con un bacino d’utenza superiore a quello di Tele Monte Spaccato.
Mi fa piacere sapere che le parole di Alda riescano sempre a scatenare putiferi, anche se piccoli.
Finito l’intervento, la nostra giornalista preferita (o almeno la mia) ritorna in stand-by, rimuginando su quale sarà la prossima parte del suo corpo a passare il tagliando.
Prima di annunciare il nome del vincitore, LaToya ci tiene a precisare che il suo non è un programma trash, ma che i programmi trash sono “da altre parti”.
Parlava ovviamente di “Scorie”.
Manuela Villa viene colta da un raptus di possessione demoniaca non appena viene pronunciato il suo nome, spaccando a colpi di pugni il pavimento dello studio.
Tutti si amano e si baciano, Malgioglio sembra addirittura infilare la lingua nell’orecchio della Lancaster.
Come tutti gli anni, mi sale un brividino lungo la schiena sulle ultime immagini.
Grazie Rai.

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4 Comments:


At November 29, 2007 12:37 PM, Blogger Niky Rocks

Ah ecco, adesso ho capito: devo aver cominciato a sognare pterodattili nel momento in cui la madre di Canonico ha riabbracciato il figlio. E capisco anche perché ho sognato che il tutto veniva estinto dallo scontro di una meteora: deve essere stata la Villa che festeggiava la vittoria.
Altro che Freud e la sua interpretazione dei sogni.

 

At November 29, 2007 10:58 PM, Anonymous serpenta

grande manuelona... tifavo x lei!!!

 

At November 30, 2007 10:58 AM, Blogger federico

Io non ho mai seguito l'Isola quest'anno, ma ad orario cena guardavo il report quotidiano.
E mi sono sempre chiesto quanti neuroni avesse in testa Nicola Canonico. Ho trovato la risposta: due. Che spesso, data la loro vivacità, finiscono per scontrarsi. Ed ogni volta che ride o che bofonchia è perchè i neuroni si sono scontrati.

 

At November 30, 2007 2:20 PM, Anonymous Stefy Scotty Rinaldy

Ero al lavoro quando tutto ciò è andato in onda, ma per fortuna ci sei tu!
Devi sapere che il tuo racconto sulle aquile mannare che circondavano Cuccurullo "..tutte identiche a lui, tutte more tranne una, evidentemente la più cattiva di tutte", mi ricordavano qualcosa...
Poi ho capito...
Evvai che l'anno prossimo Dario Argento ci ricomincia una nuova trilogia!
Mahhhhhhhhtehhhhhhhr!
T'amo, genius!